Le spedizioni globali di smartphone sono calate per il terzo anno consecutivo nel 2025. Non perché le persone comprano meno dispositivi — ma perché li tengono più a lungo, aggiornano meno frequentemente, e si chiedono sempre più cosa offra loro davvero un telefono nuovo.
Il plateau dell’innovazione
L’iPhone 17 è un telefono eccellente. È anche quasi indistinguibile dall’iPhone 15 nell’uso quotidiano. Lo stesso vale per il Galaxy S26. Il fattore di forma fondamentale — una lastra di vetro con una fotocamera — è stato ottimizzato quasi alla perfezione. Non c’è più dove andare.
Questa non è una crisi. È la maturità naturale di una piattaforma.
I candidati a sostituirlo
Tre tecnologie competono per definire il prossimo decennio del personal computing: occhiali a realtà aumentata, wearable AI-nativi e dispositivi di ambient computing che si dissolvono nell’ambiente.
L’Apple Vision Pro ha stabilito che le persone indosseranno il computing sulla faccia. Non ha stabilito che vogliano farlo. Il fattore di forma degli occhiali — vedi Ray-Ban Meta, vedi le voci sul progetto di occhiali leggeri di Apple — sembra più promettente.
L’incognita AI
Lo scenario più dirompente non è affatto un nuovo dispositivo. È un agente AI abbastanza sofisticato che la maggior parte di ciò per cui attualmente usiamo i nostri telefoni — cercare informazioni, prendere decisioni, gestire la logistica — viene scaricata interamente su un’interfaccia vocale.
L’era degli smartphone non sta finendo con un botto. Sta svanendo, come fanno tutte le piattaforme dominanti: lentamente, poi tutto d’un colpo.